Scrivere

Il dono della madre

Lidia Filippi
(Famiglia)

Benedico per sempre
i frutti del seno mio
regali del Signore e della vita
di abbondanti gioie forieri.
Li benedico e prego per quell’anima comune
che li lega con un filo di eterno.
Son foglie di uno stesso ramo
pur se diversi e liberi,
per quella stessa linfa
che scorre nelle loro vene
e prego
perché siano sempre
l’un dell’altro il sostegno.
Io piansi al loro uscir dal nido
ma provai gioia per i loro successi
e gran trepidazione per le loro scelte
poiché sempre li volli e li vorrei felici.
E adesso che i miei giorni più brevi si sono fatti
ritrovo i lor sorrisi,
intatti
e le voci di bimbi
fra le pieghe della mia anima
e nei segni che il tempo
m’ha lasciato sul volto.
Non lascerò loro ricchezze,
oro o gioielli,
ma a ciascuno un fratello...
E sia questo da madre,
il mio dono più bello.
(48 letture dal 30/06/2020)
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3 commenti a questa poesia:
   «due anime dello stesso ramo
avere fratelli é non sentirsi
soli é vivere apendo che c’è
qualcuno che ti può ascoltare
un dono davvero speciale che una
madre può fare» di carla composto    «un amore grande e unico
quello di una madre
un amore immenso che abbraccia il cuore dei figli
ad ogni respiro, sempre
e saperli uniti, sempre da questo filo
invisibile e indissolubile
fa bene al cuore ... elogi di cuore!» di Stefana Pieretti    «Per un genitore che legge questi versi, così coinvolgenti e sentiti, è impossibile non emozionarsi. Una dedica dolcissima... un pensiero che solo chi ama i propri figli, può capire fino in fondo. Capisco l’autrice e capisco come ci si possa sentire quando i propri figli intraprendono la loro strada. Lasciano la famiglia per iniziare il loro cammino ...il cammino della vita; momenti particolari che accompagnano l’esistenza di ognuno... momenti che verranno condivisi, si spera, con l’appoggio morale e con la presenza di amici o di fratelli o sorelle. Un genitore vive serenamente quando sa di non lasciare solo il proprio figlio. I figli unici potranno contare su veri amici... E chi ha fratelli non si sentirà mai solo. Almeno si spera. Bellissima» di Giacomo Scimonelli
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