Scrivere

Perdenza

Lia
(Riflessioni)

Perdenza, pressapoco:
dramatis personae, d’ognuno terra e aria
ora che niente è Primavera - nel pieno della sera -
e così gli sfiati in albe altre
- vuoti amari d’amare e amare non -
viali d’invalicati mondi, bianchi d’inesorabile.
Suono che avanza
nella stanza dal colore che muove il sonno
- un carapace, il sonno, che m’intera al mattino:
un guizzo sinantropico, lucifugo e d’argento
mentre sa di mele al rum, il mio morso
e: un lepisma, Lia, un lepisma.
Potrei sorridergli.
(113 letture dal 11/02/2019)
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