Scrivere

Nero come l’ira

Lucia Zappalà
(Impressioni)

Sgorga il suo zampillo
in movimento costante,
insopportabile e scuro
tra le tempie fino al cuore.
S’è fatta pece col grido crudele;
niente più quiete o pace.
Tutt’intorno tentacoli di fango
a contare girasoli inghiottiti
dalla terribile ombra.
Non si ferma, non ristagna.
Demolisce la luce
in ogni istante.
Nessuna voce parla,
non sa spiegare questo male;
ne cura le ferite a malapena.

Solo urla nell’aria.
(111 letture dal 11/02/2019)
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1 commenti a questa poesia:
   «Ritmo incalzante d’una poesia intrisa d’amarezza e di rabbia. Complimenti Lucia» di SALVATORE Pintus
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