Scrivere

L’entrata

paolo corinto tiberio
(Sociale)

"Di lì è il secondo piano e il senso loro è duro come nell’altro ingresso, ma ecco la seconda generazione delle bambole arcane" e tracciava un cerchio col gesso e lo scompassava e subito dopo vestita di bianco appariva la Fatessa giocherellando con palline d’oro di berillio e topazio "Ciao Fatessa" "Ciao carina" "Chi è?" "Vogliamo varcare la soglia del piano" "Allora entra lo spazio e intrecciamo la danza" e al ritmo di un campanello un turbinio selvaggio saliva al cielo assieme al ritornello:

Faceva sembrare una donna un uomo
Un guscio di noce un cocchio dorato
Schiere di tuguri gran palazzi
Gioventù vecchiezza e all’incontrario
Tutto era inganno e nulla veritiero

e dopo nove giri fermavamo i passi e l’impedimento squagliava come a primavera fanno ghiacci: s’intravedeva in sua vece un vivo pozzo d’argento "Dlin dlin", scampanellava la Fatessa, "forza infilarsi"
(57 letture dal 12/01/2019)
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