Scrivere

Respirandoti ancora

Sincity
(Impressioni)

I suoni dipanavano
nelle armonie geometriche del vento
quando la tua mano intagliava
i ruvidi pianti di pietra silenti
a millenni di cultura, che natura plagiava
al tuo artistico vedere

la notte soffiava
polvere di buio a sradicare ombre
a schiacciare i mozziconi del giorno
lasciando il solipsismo soffocante
di respirati sogni senza dimora
nicotina del sonno

solstizio del ricordo
ricercando le sue mani
tra le grinze teologiche del tempo
quel desiderio di rinascere
cinto nelle braccia remote
di quell’amore perduto nell’assedio elegante
del suo sorriso letterario ad erigere il mio esistere

eclissi dell’essere
voli umani sulle discipline del niente
sfiorando la pelle d’un pensiero
quasi rimembrata carezza che tacita un brivido
nell’indelebile panorama del suo volto
e io per sempre ascolterò
le voci di pietra sibilare il suo nome
(49 letture dal 14/03/2018)
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1 commenti a questa poesia:
   «Testo di memoria, profondo,
di retaggio ancestrale narrato con grande
impatto visivo.
I luoghi, le vicende narrate sembrano rivivere
ergendosi intensi ad una decidificazione
di essenze e significato di vita.» di Eolo
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