Scrivere

Il dolce essere la pietra lontana

Giulivo Salvatore Giovanni
(Introspezione)
Tema: " "Quando il saggio indica la luna, lo stolto guarda il dito" (Lao-Tse)"

Esiste un confine
oltre le rocce e le montagne
dove il dopo ancora non è scorto
è là che il nostro pensiero
dopo tante insistenze
bisognose d'infinito
il proprio invisibile aspetta
senza lentezza
giusto per il principio del carpe diem
in questo piccolo battito
già testimone di questo vicino orizzonte
dove i pensieri sono già lontani
come suoni di stelle
piene delle luci delle storie
oltre le tende
delle nostre palpebre
chiuse in uno scenario
recitando i propri sogni
diventando se stessi il sogno stesso
già reincarnato in principio
là dove inizia
lo sguardo a guardare
in questo spazio
pieno di distanze
dove i mirini sono leggi
riempiti di frecce nelle dita
di noi piccoli Davide
Spiriti della stessa pietra
in cui siamo anime rinchiuse
dentro le nostre astronavi
distruggendo i nostri Golia
vivendo di muri abbattuti
pensando al traguardo
che val più del nostro sguardo
affamato del quadro finale
per divenirne la situazione
ormai nostra e delle nostre speranze
immerse nelle nostre distanze
chiuse dentro la gola
dove respiriamo gli affanni
di ciò che vorremmo raggiungere
in questo rumore continuo senza distrazioni
raccogliendo i nostri pensieri
chiuse nelle valigie
lanciate come bottiglie ai venti
di quei cieli
a cui affidiamo le nostre mappe
perché il cammino
vale più delle destinazioni
in quell'invisibile spazio
tra il dito e le stelle
dove nell'invisibile
ci si nutre di voglie di vita
già costruendo i nostri ponti
di ossa trasparenti
fatte per trasformarci nel viaggio
dove le parole facenti semplici
sono frasi fatte
di verità già eterne costruite
nel divenir noi la saggezza lontana
da noi tanto ispirata.
(98 letture dal 02/09/2017)
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