Scrivere

Terra mia

Giovanni Monopoli
(Natura)
Speciale: "Giornata della Terra"

Tu piangi terra mia!
Soffri, il deturpo non ti appartiene,
la rovina mai vorresti del Creato
eppur osservi incredula le continue arene,
all'affaccio d’un gioiello sbiadito, usurpato,
sfigurato dalla ingiustizia immonda.

A che serve lo scaldare del sole!
A che serve il luccichio della luna!
Il deserto avanza nel cuore,
la nube offusca gli smarriti occhi:
A che serve il fiorire della vita!
A che serve la carezza del vento!
Se la cancrena distrugge ogni albore?

Tu piangi terra mia!
Gli alberi soffrono, manca il tuo bisbiglio
l’arida campagna vive nei silenzi,
i bimbi han dimenticato il giocare,
han smarrito il profumo d’un sogno,
ed io... io m’acciglio,
con amare lacrime che disincarno,
nel mesto cammino che conduce
in quell'apparente viaggio senza più ritorno.

...ma tu vivrai, io con te vivrò
e sarà un brutto ricordo quello sterile momento
cancellato dalla gioia e la forza del reagire
che ci porterà a sorridere, a vivere nelle aurore a venire.
(1290 letture dal 22/04/2016)
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1 commenti a questa poesia:
   «Oh! Mia terra carissima ti hanno sporcato, inquinato, deturpato anche se tu ancora resisti. L'uomo non ha ancora capito che deve amarti e rispettarti se non vuole la fine degli esseri viventi, se non vuole sparire da questo pianeta. Voglio avere anch'io la speranza del Poeta, voglio ancora credere nel ravvedimento degli uomini.» di Sara Acireale
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