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IL Credente

Damiano Albarello
(Festivita')
Speciale: "Speciale Pasqua"

In principio eravamo perfetti,
nel giardino, di tutto a godere,
estasiati, quanto a vedere.

Poi l'orgoglio e la presunzione fu fatale
a quel proibito, non ascoltato.

Quel primo peccato ci ebbe a traviare,
dal quel'unione con la creatura ancestrale,
Caino, ebbe ad arrivare.

Ma l'amor per il creato è misericordioso,
Iddio salva dal peccato,
colui che mostra pentimento e
si prostra in sommo accoglimento.

Gesù, arriva tra le genti,
a predicar il compimento, nella futura redenzione,
a predicar quella novella,
che in molti cuori ebbe presa e
tanto seguito, in quella mistica chiesa.

Con l'acqua benedetta ebbe a miracolare e
le genti a strabiliare,
regole impartisce al popol credente,
onde esser lindi, al cospetto di Dio onnipotente.

Se stesso adopra in questa sacra missione;
d' ogni sopruso e laceranti percosse,
sino al monte della crocifissione.

Il suo divino compito si compiva,
in quel disegno che Iddio stabiliva,
in quel'atroce morte, che Gesù subì nella croce.

Enorme possenza ha d' aver nel mondo,
per quelle genti, la croce; credenza
quel sacrificio ha d'esser obbietto,
a salvar dai peccati le umane genti.

Nel giorno della tromba, ogn' anima sarà chiamata,
a dar ragione dei peccati,
della vissuta stagione.

Chi godrà di quel giardino fiorito:
verdi prati e augelli a danzar,
ruscelli dal'acqua così linda, dai sassi contar,
una quercia maestosa, sotto la cui ombra, si riposa,
un angelo a lietar, con l'arpa a suonar.

Chi perirà al'inferno, tra la fiamma potente,
e la sete, ristorata con liquido bollente.
avranno a che pentirsi,
delle colpe e l'infamia dei beni effimeri goduti,
e nulla più a redimersi.
(465 letture dal 24/03/2016)
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