Scrivere

A Giovanni e Paolo

Michelangelo La Rocca
(Sociale)
Speciale: "Giornata della memoria"

Ricordo quel giorno di maggio,
la radio sembrava impazzita,
diceva che Giovanni
aveva perso la vita,
insieme all’eroica scorta
anche la moglie era morta!
La mafia assai prepotente,
raramente perdona qualcuno
e lui era un suo nemico giurato
perché in alto aveva puntato.
Sognava un futuro migliore
per la dolce terra natia
della mafia da tempo in balia.
Come ora anche ricordo
che un giorno triste e infuocato
di un luglio tanto assolato
anche Paolo fu assassinato.
Stessi sogni, uguali ideali:
liberar la Trinacria dai mali!
Son certo che dall’alto del cielo
insieme ci state a guardare
sperando che la splendida isola
si liberi dal giogo mafioso
per avere un futuro radioso.
Quel giorno è ancora lontano,
la via è lunga e tortuosa,
ed è molto rischiosa
per chi percorrerla osa!
Ma il sangue da voi versato
a qualcosa certamente è servito:
finalmente abbiamo capito
che la mafia
è un cancro mortale
nel triste regno del male!
(1728 letture dal 08/05/2013)
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2 commenti a questa poesia:
   «La mafia, cancrena del peggiore dei mali. Non riusciremo mai bene a definire questa prepotente e vile piaga dai nomi diversi ma dalla malvagità unica. Essa si fa forza dell'omertà della gente, a sua volta già prostrata da essa, avvalendosi dell'ignoranza e soprattutto del loro bisogno. Un male che sembra non aver fine ma che oggi si sta facendo tanto per combatterlo con buona educazione ed informazione che si basa sull'esempio di eroica gente onesta, come Falcone e Borsellino, due vite a servizio dell'umanità, due uomini dai nobili valori che hanno perso la vita ma non la battaglia perché un valore così alto non passerà mai inosservato e noi tutti andremo avanti sulle loro degne, importanti orme. Una degna, valida lirica. Plauso!» di Angela Schembri    «"Finalmente abbiamo capito che la mafia è un cancro" scrive il Poeta. In quanti l'abbiamo capito? In quanti siamo consapevoli che questi "eroi" hanno sacrificato la loro vita per liberarci dal male e dall'illegalità? Penso che questa consapevolezza non sia ancora stata raggiunta dalla maggioranza della gente se c'è ancora chi si inchina al "potere mafioso". Si può estirpare questo male? Forse... Bisogna, però, che da parte di chi ci governi ci sia la volontà di togliere il degrado dalle nostre città, di fare in modo che questa involuzione in atto si trasformi in evoluzione... Sappiamo che cosa nostra attecchisce dove c'è degrado e mancanza di lavoro. Cerchiamo di dare un'opportunità ai giovani, se vogliamo una società più pulita.» di Sara Acireale
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